Foggia: vincere aiuta a vincere, ma a Bari serve altro

Ha ragione Zdenek Zeman: “Abbiamo giocato male”. La sudata vittoria contro il Monopoli ha rialzato il morale del mondo rossonero, ma non quello del suo allenatore. Stupore? Assolutamente no. Il tecnico boemo conosce bene la sua squadra e soprattutto il vero problema che si cela dietro questa vittoria: la scarsa continuità. Un tema che lui stesso ha rimarcato durante la conferenza stampa post gara: “ I campionati si decidono a marzo e per questo c’è ancora tempo. Ma noi dobbiamo cercare continuità nella prestazione più che nei risultati. E anche oggi non mi è piaciuta molto”. 

Parole inequivocabili. Un monito che il tecnico di Praga ha continuato a lanciare quasi ad ogni occasione, ma molto spesso è stato lasciato cadere in secondo piano. Del resto le prestazioni parlano chiaro: c’è una difficoltà oggettiva che la squadra sta cercando di superare. Un ostacolo che le vittorie hanno inevitabilmente mascherato, ma di certo non cancellato. “Dobbiamo essere convinti di quello che facciamo — continua Zeman — oggi non lo siamo stati.” 

Allora ecco che il derby più atteso dell’anno incomincia a gravarsi di un altro interrogativo, oltre a quello riguardante il risultato finale: che Foggia sarà? Difficile dirlo, forse neanche Zeman potrebbe dare una risposta esaustiva. Del resto le ultime gare hanno delineato una squadra dai molteplici volti e quella vista contro il Monopoli è soltanto l’ultima di una serie che non sembra possa finire a stretto giro di posta. 

La via maestra resta comunque soltanto una: avere pazienza. Questa è la richiesta (logica) che la squadra continua a fare al suo popolo. Ma nel frattempo, il campionato prosegue la sua corsa e domani è in programma l’appuntamento più atteso della settimana: il derby d’Apulia. Una sfida esplosiva per definizione e per questo povera di ponderate considerazioni. Inevitabile. Il derby è il derby e qualsiasi tifoso non può che avere un solo pensiero nella sua mente: vincere. 

Un obiettivo per il Bari e una speranza per il Foggia. Del resto la classifica parla chiaro: i biancorossi sono primi con 23 punti e i rossoneri quarti con 15. Una differenza di 8 lunghezze che Zeman ha spiegato così, nella conferenza stampa di vigilia: “La distanza tra le due squadre è quella maturata sul campo. Noi possiamo recriminare solo per i due punti persi a Latina, però penso che la squadra (il Foggia ndr) abbia raccolto quello che ha meritato”. Nulla di più e nulla di meno… o quasi. 

Perché fino ad ora, la ciurma rossonera ha perso terreno per una mancata dose di cinismo risultata fatale. Un qualcosa che travalica il concetto di gioco e sostiene una squadra nei momenti di difficoltà. Quindi se è vero che vincere aiuta a vincere, col Bari avrà bisogno di qualcosa in più o forse di diverso. Ovvero di quella risolutezza venuta meno anche contro il Monopoli e che ha lasciato in bilico la gara fino al fischio finale. In una sfida delicata come quella del San Nicola questo non può accadere. Anche perché i ragazzi di Michele Mignani hanno dimostrato di saper colpire in tanti modi diversi e la caparbietà con la quale hanno costruito l’attuale classifica è lì a testimoniarlo.

Ma forse la fotografia migliore di questo appuntamento l’ha scattata proprio Zeman. “Bisogna rispettare il Bari per quello che è e che sono stati i suoi giocatori. Loro sanno controllarsi e gestire le partite. Noi possiamo dare solo entusiasmo e voglia di fare meglio di loro. Questo significa essere più veloci, aggressivi e anche tatticamente dovremo cercare di metterli in difficoltà in qualche situazione”. Allora non resta altro da fare che aspettare il fischio d’inizio e magari stupirsi ancora una volta di un derby imprevedibile per definizione.

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