Proteste contro il caro gasolio in Puglia, l'allarme di Confindustria Foggia: "A rischio imprese e occupazione"
[ ECONOMIA ] L'aumento vertiginoso dei costi del carburante sta mettendo a dura prova il tessuto produttivo del Mezzogiorno. Confindustria Foggia ha espresso la propria totale solidarietà nei confronti di agricoltori, padroncini e autotrasportatori che in queste ore stanno animando le proteste lungo le strade e ai caselli autostradali della Puglia e di tutto il Sud Italia. Una mobilitazione nata per contrastare il caro gasolio, fattore che minaccia gravemente la tenuta economica di numerose categorie professionali.L'importanza strategica del trasporto su gommaIl Presidente di Confindustria Foggia, il dottor Potito Salatto, ha sottolineato l'impossibilità di voltare lo sguardo di fronte ai disagi affrontati quotidianamente da chi opera nel settore dei trasporti.«Non possiamo ignorare le difficoltà di chi lavora su gomma e sostiene ogni giorno il peso dei rincari – dichiara Salatto –. Parliamo di lavoratori autonomi, piccoli imprenditori ed operatori di settori essenziali, che garantiscono lo spostamento delle merci, la continuità delle filiere e l’approvvigionamento dei mercati. Senza di loro, si fermano attività e servizi da cui dipende anche il lavoro di tanti altri».Secondo il vertice dell'associazione, la problematica investe l'intero sistema economico, al di là delle singole appartenenze sindacali. Salatto avverte che concentrarsi su polemiche relative a sigle non riconosciute rischia di distogliere l'attenzione dalla reale gravità della crisi, peraltro recentemente certificata dai dati Istat sulla povertà.Le critiche alla politica e il divario territorialeIl dibattito si sposta poi sulle responsabilità istituzionali e sulle disparità territoriali. Il Presidente evidenzia come la mancanza di una strategia politica a lungo termine, sia a livello regionale che nazionale, abbia innescato un cortocircuito che sta impoverendo il mondo del lavoro meridionale.«Chi viene a lavorare nelle nostre imprese, chi produce e chi assicura servizi indispensabili non può essere lasciato solo davanti a costi che rischiano di diventare insostenibili. La mancata visione politica a lungo termine degli ultimi governi nazionali e regionali ha creato un cortocircuito, impoverendo drammaticamente il lavoro meridionale. Sarei curioso di vedere come vivono questa tragedia al Nord. Evviva l’autonomia allargata, che invocherà anche il Sud. Quando il Presidente della Repubblica parlerà di Unità d’Italia e di pari diritti dei cittadini italiani?».Il rischio paralisi per i settori chiaveL'appello finale di Confindustria Foggia (maggiori dettagli sul sito ufficiale www.confindustriafoggia.it) è rivolto a una revisione del concetto di assistenza statale e a un intervento rapido per evitare il blocco totale delle attività.«Il welfare non può essere inteso soltanto come sostegno a chi è già fuori dal mercato del lavoro. Deve significare anche tutela delle condizioni che consentono alle persone di produrre e ai territori di mantenere occupazione e servizi. Serve un patto per restare: è impensabile che i nostri agricoltori siano costretti a lasciare il loro prodotto nella terra perché il costo della raccolta supera il reddito finale».La situazione richiede risposte immediate. Senza un ascolto concreto delle istanze sollevate, il rischio è quello di una paralisi imminente, prevista già per il prossimo lunedì. Un blocco che colpirebbe duramente le aziende associate e comparti cruciali come i trasporti pubblici, l'agroalimentare, l'edilizia, la manutenzione, la meccanica, le cave e il settore lapideo.