Sulle orme di Hubbard, vi presento la via della felicità…

Oltre un milione di bottiglie di plastica vengono vendute ogni minuto, solo un quinto di queste finisce in discarica, tutto il resto è destinato a confluire in mare fino ad avvelenarlo. L’Oceano Atlantico è ricoperto per 8 chilometri quadrati da rifiuti.

Dati allarmanti che chiedono alla umanità intera maggiore senso civico e rispetto per l’ambiente.

Non solo parole, ma azioni concrete, che mettono in campo i ragazzi de La Via della Felicità, un’organizzazione no profit, che ogni domenica si occupa di ripulire volontariamente le spiagge e le aree verdi da plastiche e rifiuti di vario tipo nella zona di Barletta. “È errore comune”, dicono i ragazzi dell’organizzazione, “pensare che buttare una bottiglia nelle strade significhi vederla riciclata in poco tempo, in realtà, solo il 20% andrà in discarica.”.

La restante plastica non scompare, si trasforma in minuscole particelle e viaggia nelle acque marine mettendo a repentaglio, non solo gli ecosistemi marini, ma anche la nostra catena alimentare.

L’impegno di ragazzi, che si mettono in gioco ogni settimana per ripulire le aree della propria terra, raccoglie gli insegnamenti tramandati da Lafayette Ron Hubbard che, nella sua guida dedicata al buon senso e al rispetto per l’ambiente che ci circonda, scrisse: “L’idea che ognuno di noi possieda una parte del pianeta e che possa e debba aiutare a prendersene cura, può sembrare esagerata ma, al giorno d’oggi, ciò che accade dall’altra parte del pianeta, anche se lontana, può influenzare ciò che accade a casa tua.”.

Così, considerando una sorta di effetto farfalla dell’ecologia, vista la pressante idea che la terra ci appartenga e non viceversa, è bene anche iniziare a pensare che ogni nostra piccola azione diventi fondamentale perché il mondo inizi a respirare.

I giovani volontari che in queste settimane si stanno occupando di bonificare la litoranea di Levante, nel barlettano, ci danno speranza ma ancor di più ce ne dà pensare che questo caso non sia isolato, né un lume in mezzo al buio, bensì qualcosa che pian piano diverrà prassi.

I volontari, solo domenica scorsa, hanno raccolto una decina di sacchi di rifiuti, tra cui bottiglie di vetro, cartacce, plastica, copertoni e molti altri scarti lasciati da gente del tutto priva del necessario amore e rispetto per l’ambiente che ci ospita.

A fare fronte a questa emergenza, a Foggia, ci sono i giovani volontari di Trash Challenge che sovente si occupano di ripulire Parco San Felice e le strade della città, così come i ragazzi di MECO, l’organizzazione di tutela ambientale no-profit che opera nel territorio di Troia e che si occupa di bonificare strade e campagne di Troia e nell’agro della provincia.

Tutti esempi lodevoli di ragazzi che non hanno intenzione di lasciare al proprio futuro un mondo ripugnante, ma un ambiente tutelato e rispettato.

Con un paio di guanti e qualche busta, si può fare del posto che ci ospita un posto migliore...

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4 commenti

  1. bellissimo, i giovani, che sono il futuro dell’umanità, hanno capito ed agiscono !!! alla faccia di chi dice che i nostri giovani sono fannulloni, grossa bugia!!

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