Ninni Corda: “ Col Monopoli prestazione super, non ci sono più scuse. Insieme a Marchionni grande lavoro.”

Ninni Corda ed il Foggia. La storia tra questi due protagonisti è incominciata poco più di un anno fa. Un viaggio lungo, intenso e che ha visto dispiegarsi il costante progredire del cambiamento. Oggi l’ex allenatore rossonero, occupa un’altra panchina o forse è meglio dire un’altra sedia: quella dirigenziale. Una trasformazione, puntuale come sempre, che ha portato Corda alla scoperta del doppio volto che costituisce una società di calcio. Di certo non una novità per il Direttore Tecnico rossonero, ma sicuramente una nuova tappa della storia tra il Foggia e lo stesso Corda. Oggi, come nel corso della stagione, si è trovato ad affrontare l’ennesimo ostacolo del campionato dei satanelli. Un percorso fatto di soddisfazioni e momenti bui, ma che ha ritrovato nel dirigente rossonero una presenza trasversale. Capacità e lucidità di un uomo visceralmente attaccato, ad uno sport chiamato calcio. Le vicende che hanno interessato il Foggia, sono state tante e diverse. La pandemia ha riscritto la storia di innumerevoli squadre ed ora i rossoneri si trovano a fare i conti con una ripresa tutt’altro che entusiasmante. Le brutte cadute contro Palermo e Paganese, una qualificazione playoff ancora da raggiungere e le conseguenze di uno stop forzato dal Covid. Tanti dubbi ed una sola risposta: quella del campo.

– Direttore Corda, come ha vissuto la lunga attesa che ha preceduto questo finale di stagione?

“ Sono stati sicuramente dei momenti non belli per tutto il gruppo. Il Covid è una brutta bestia, lo abbiamo toccato con mano. Eravamo stati bravi a non avere problemi per tutta l’annata. Purtroppo il focolaio è partito ed ha condizionato l’intera situazione. Però il peggio è passato e siamo contenti di questo.”

  • Qual è stato l’ostacolo più ostico da affrontare nel lungo periodo di stop?

“ Il problema più grande è stato sicuramente non potersi allenare in gruppo: per una squadra di calcio è praticamente tutto. Questa è stata certamente la cosa più pesante per la squadra.”

  • Questo gruppo ha dimostrato più volte, di saper reagire alle difficoltà. Dopo una situazione come quella vissuta, serve più gamba o testa?

“Sicuramente la testa è importante. Devo dire la verità, la gamba conta ad aprile e maggio. Perché iniziano i primi caldi e quindi bisogna essere belli decisi e determinati per raggiungere gli obiettivi.”

  • L’aspetto mentale è forse la principale motivazione di questo andamento altalenante in campionato?

“ In certi momenti stacchiamo la spina e questo non va assolutamente bene. Sicuramente, come l’abbiamo staccata con la Paganese, non è mai accaduto. Perché in dieci contro undici per 70’, contro una squadra penultima in classifica, devi fare necessariamente di più. Poi il risultato è la conseguenza della brutta prestazione. Però quello che conta è la voglia e lo spirito che non deve mancare mai.”

  • Cosa hanno raccontato le ultime due partite?

“ Sono state due partite differenti. Sicuramente a Palermo non è stata una prestazione eccelsa, ma non è stata scialba come quella con la Paganese. Abbiamo fatto per la prima volta in stagione, una prestazione inguardabile, impresentabile. È una cosa che nel Foggia non deve succedere. Insieme al mister, l’ho ricordato pesantemente alla squadra. Perché probabilmente c’è qualcuno che non si rende conto in che piazza, tifoseria e città si trovi. Bisogna immediatamente mettere da parte questa prestazione e domani farne una differente.”

  • Come ha reagito la squadra alle sue parole?

“ Glielo dirò domani alle 17.

  • Vede una connessione tra il difficile momento vissuto (covid) e le due sconfitte?

“ Assolutamente no, quella del Covid è una scusante. È una giustificazione che, per come vediamo noi il calcio, non deve esistere. La vedo come se qualcuno avesse un po’ la testa da un’altra parte e la deve rimettere apposto. Perché comunque è pagato per stare sul pezzo fino all’ultimo giorno di stagione.”

  • Marchionni, nel post gara Foggia – Paganese, ha parlato di evidenti passi indietro fatti dalla squadra. Cosa ne pensa?

“Condivido pienamente tutto quello che ha detto. Conta quello che dice il campo ed è stato chiaro. Fortunatamente c’è la possibilità di rigiocare dopo tre giorni, non ci sono più scuse.”

  • Quest’anno ha dovuto gestire tante e diverse situazioni. Come sta vivendo il campo, da un punto che non sia la panchina?

“ Realisticamente i due ruoli, li ho sempre fatti. Anche quando facevo l’allenatore, mi sono sempre occupato della campagna acquisti, di scegliere giocatori e uomini che avrebbero lavorato con me. Sicuramente dal punto di vista di questo ruolo, ho più tempo per dedicarmi ai rapporti, alla crescita della società al di là del campo. Questo è sicuramente un fattore positivo per me, ma anche per le società dove sto lavorando.”

  • Il calcio sta cambiando. Il suo modo di osservare questo sport lo è altrettanto?

“ Cambia il mondo, la quotidianità della gente e la vita. Poi con la pandemia c’è stato un ulteriore cambiamento. La gente esce di meno, sta più a casa e magari perde l’entusiasmo per alcune cose. Quindi bisogna stare attenti, vivere alla giornata e capire che noi siamo dei privilegiati. Lavoriamo in un mondo bello, possiamo fare il nostro lavoro a prescindere da questa pandemia terribile. È importante non dimenticarlo mai.

  • Diventiamo un po’ romantici. Come si è innamorato di questo sport?

“ Mio nonno mi portava a vedere le partite della squadra di città, quando ero piccolo. Sono sempre stato appassionato di calcio, ormai è la mia vita. Perché dedico tante ore della giornata a questa passione e che poi è il mio lavoro.”

  • Torniamo al presente. Il campionato ha evidenziato un concetto chiaro: nulla è scontato.

“ Su questo non c’è dubbio. Il bello del girone è stato questo: tutti possono vincere con tutti. Togliendo la Ternana, che ha fatto un campionato a sé, può succedere di tutto.”

  • Le partite ormai sono solo tre ed è forse inutile fare calcoli. Cosa serve per raggiungere i playoff?

“ Non manca tantissimo. Sicuramente serve fare risultato contro il Monopoli, per raggiungere matematicamente i playoff. Però dipende sempre da noi, domani dobbiamo fare una buona partita.”

  • Il futuro naturalmente è adesso. Ma una programmazione anticipata è sicuramente necessaria per ogni società. Vi state già muovendo in tal senso?

“Abbiamo deciso con la proprietà di aspettare la fine del campionato. Poi getteremo bene le basi su tutto.”

  • Marchionni si è dimostrato disponibile ad una possibile permanenza. Il finale di stagione, potrebbe incidere sulle decisioni future dei diretti interessati?

“ No. Penso che sia io che il mister, abbiamo dimostrato di aver fatto un grande lavoro quest’anno, con una squadra costruita all’ultimo momento. Se dovessimo centrare i playoff, sarebbe un risultato straordinario. Naturalmente dobbiamo a prescindere finire bene la stagione. Ma questo non cambia niente, visto il risultato che abbiamo ottenuto. Noi vogliamo il bene del Foggia. Come ha detto Marchionni, ora dobbiamo pensare esclusivamente a finire molto bene la stagione.”

  • Direttore, qual è la vera forza di questo Foggia?

“ Sicuramente abbiamo le idee chiare. Siamo gente che lavora in una certa maniera, che ha sempre la voglia, lo spirito e la determinazione per ottenere i risultati. Queste sono le cose fondamentali nel calcio e non sono così scontate come si pensa.”

  • Un’ultima domanda, cosa ne pensa della Superlega? È un tema che sta creando molta tensione.

Sicuramente non mi faccio trascinare dalle emotività del momento. Perché leggo dichiarazioni un po’ esagerate e ingiuste nei confronti dei club, che hanno intrapreso questa iniziativa. Naturalmente nel calcio, ci deve essere sempre Davide che batte Golia, ci mancherebbe altro. Però vogliamo sempre la botte piena e la moglie ubriaca. I club sono in grandissima difficoltà economica e lo dice il presidente del Real Madrid (Florentino Perez ndr) che ha perso 400 milioni in due anni. Per salvare queste società e di conseguenza il grande calcio, bisogna trovare delle soluzioni alternative. Quindi se c’è la possibilità di migliorare i tuoi introiti è già qualcosa di importante. Poi è naturale, bisognerebbe anche abbassare certi ingaggi. Quindi sicuramente, più avanti, la Superlega potrebbe essere un mix di democrazia e aiuto economico.”

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