Il gol più bello, Beppe Signori vince anche la partita della giustizia

“Il fatto non sussiste”: questa è stata la sentenza del Tribunale di Modena, nei confronti di Beppe Signori, riguardante l’intricata vicenda del Calcioscommesse in cui era stato coinvolto. Parole sognate, sperate per dieci lunghi anni e che finalmente hanno liberato l’ex bomber rossonero da un pesante fardello. Un incubo incominciato nel 2011, quando fu accusato di aver truccato alcune partite di calcio. In particolare, Piacenza – Padova del 2010, Modena – Sassuolo e Modena – Siena del 2011.

Accuse che lo hanno allontanato dalla considerazione di molti e buttato fuori da quel mondo che tanto ama: il calcio.

Ma lui non ha mai voluto mollare ed ha proseguito sulla strada tortuosa della verità. Un desiderio rincorso con determinazione e rafforzato da un’unica certezza: quella di essere innocente. Allora ecco i primi fasci di luce in un tunnel che non sembrava finir mai. Giusto un mese fa è arrivata la prima vittoria. Il Tribunale di Piacenza lo ha assolto, con formula piena, dalle accuse riguardanti la partita tra Piacenza e Padova.

Una soddisfazione che si è ripetuta pochi giorni fa, con l’assoluzione del Tribunale di Modena, anche per le partite incriminate del 2011. Un successo schiacciante e che Signori ha commentato così: “ Non mi reputo un presuntuoso — afferma l’ex bomber ai cronisti davanti il tribunale modenese — ma una persona che voleva la verità.” Nulla di più e nulla di meno. Il suo obiettivo è sempre stato questo fin dal primo giorno, tanto da rifiutare anche la prescrizione del caso. Una possibilità che non ha neanche sfiorato la mente di Signori, per un motivo ben chiaro: “ Ho rinunciato alla prescrizione per arrivare fino in fondo. Perché avrebbe comunque lasciato un’ombra di dubbio e questa assoluzione è la cosa più importante.” Coraggio e determinazione.

Ancora una volta l’ex attaccante ha dimostrato la parte migliore di sé, definendosi “ un combattente nato”. Perché questo è stato e sempre sarà Beppe Signori. Un attaccante impavido, pronto a mettere la palla in porta, come ha fatto per tutta la sua lunga carriera. Dai primi gol con il Leffe, alle esultanze indimenticabili sotto la curva del Foggia. Senza dimenticare gli anni della Lazio, i giorni di Bologna, di Genova con la maglia della Sampdoria e le emozioni in Nazionale. Ora è tempo di voltare pagina e andare avanti. Il prossimo passo sarà cercare di ribaltare la sentenza sportiva e rientrare nel mondo del calcio. Un dolore fortissimo che continua a sopportare, ma che non scompone il campione: “ Il mondo del calcio mi ha lasciato solo cose positive e chi ha fatto per anni questo lavoro vorrebbe rientrare, tutto qua”, riprendere da dove ci siamo lasciati.

Questo è l’obiettivo di Beppe Signori.

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