Duro lavoro ma non solo: il Foggia ha incominciato…

In questo momento c’è un solo pensiero che accomuna tutti i giocatori del Foggia: correre. Un verbo, un compito, ma anche un consiglio. Sopratutto se a chiederlo è un allenatore come Zdenek Zeman. Ma del resto non poteva andare diversamente. La storia della sua carriera viaggia parallela a quella dei suoi allenamenti. Argomento che ha travalicato i confini della mitologia ed alimentato l’entusiasmo di ogni popolo calcistico col quale è venuto a contatto.

Dai famosi “gradoni” alle fatiche tra le montagne della Valle d’Aosta. La costante di questi primi giorni di ritiro è una sola: faticare. Una sensazione che i giocatori provano a mascherare, ma che inevitabilmente sboccia tra le parole dei diretti interessati. “Il lavoro — afferma un sorridente Fabrizio Alastra ai microfoni di Mitico channel — incomincia a sentirsi (ride ndr). I carichi iniziano ad accumularsi quindi la stanchezza si sente un po’”. Una conseguenza inevitabile, ma che non ha tolto il sorriso ai ragazzi di Zeman. La consapevolezza del lavoro ha incominciato a penetrare il duro terreno dei primi giorni di ritiro. Un’occasione fondamentale non solo per un’attenta preparazione fisica, ma anche mentale.

Aspetti fondamentali certo, ma parti integranti di un obiettivo comune più grande: la chimica di squadra. Su questo tema Alastra si è espresso così: “Questo è un bell’ambiente. Ora ci stiamo conoscendo con tutti i ragazzi, ma sta crescendo un bel gruppo”. Parole che lasciano ben sperare per i giorni che verranno. Ma adesso c’è il ritiro e la consapevolezza di assimilare tutti i suoi essenziali benefici. Peculiarità che possiamo individuare anche nelle parole del responsabile dell’area tecnica Emanuele Belviso: “In questi posti (Valle d’Aosta ndr) la squadra trova serenità, compattezza e possiamo lavorare. Adesso stiamo mettendo la benzina per prepararci. Con Zeman sappiamo che tipo di lavoro andiamo a svolgere. Tutti sanno bene a cosa vanno incontro, ma alla fine sicuramente si divertiranno”.

E’ proprio questa la speranza dei tifosi rossoneri: divertirsi. Una prerogativa per chi è sulle gradinate, ma anche della filosofia zemaniana. La quale necessita di profili in grado di esaltare il gioco e le emozioni di chi sventola la sua bandiera. In tal senso l’ufficialità (ieri) dell’arrivo di Alexis Ferrante è motivo di gioia per tutto l’ambiente. Ma l’ex attaccante della Ternana ha già orbitato intorno al pianeta Zeman. 

Lo scenario: Roma sponda giallorossa e quarti di finale di Coppa Italia contro la Fiorentina (stagione 2012-13). Al Franchi finì con una vittoria (0-1): gol di Mattia Destro. Lo stesso giocatore che Ferrante stava per sostituire poco prima della rete decisiva. Poi il cambio tattico di Zeman con l’inserimento di un difensore e il conseguente sogno di un esordio solo sfiorato.

“El Tigre” — il suo soprannome — è arrivato a Foggia sospinto dalla curiosità dei tifosi e dal suo talento. Oggi ha raggiunto il ritiro per aggregarsi al gruppo, ma non sarà l’unico. Alessio Curcio e Michele Rocca sono in viaggio per Saint- Vincent. Due assoluti protagonisti della passata stagione, ma con una storia diversa. Il cui finale però, potrebbe accomunarli. Insomma, le immagini di un Foggia spumeggiante e capace di divertire hanno incominciato ad invadere la quotidianità del tifoso rossonero. La cui speranza è quella di trasformarle in solide realtà.

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