Pinuccio e quel concetto di armonia

Abituati come siamo stati a ridere delle telefonate “improbabili” di Pinuccio (influencer di youtube passato agli onori di Striscia La Notizia come “inviato speciale”), ha sorpreso (ma fino a un certo punto) l’improvvisa seriosità della sua ultima clip e delle profonde riflessioni a cui ci ha indotto ascoltarla. Non sempre il far ridere è fine a se stesso, non sempre il clown è l’ingenuo dispensatore di sola ilarità. Pinuccio, dietro alle sue paradossali confidenze ai potenti di turno, è stato ed è riconosciuto come fustigatore consapevole del malcostume politico e sociale italiano, dell’ipocrisia e dell’arroganza del potere e dei potenti.
Ma questa volta non ce l’ha fatta a commentare le tristi e recentissime vicissitudini dell’ormai decaduta amministrazione foggiana con il solito atteggiamento ironico e strafottente. Troppo eclatante anche per il “buffone di corte” quanto successo ieri nella nostra città per poter ridurre tutto ad una “pasquinata” alla Gioachino Belli in canzone dei potenti caduti amaramente nella polvere.
Lo aveva già detto qualcuno a Foggia commentando gli arresti illustri delle ultime ore del Sindaco e di alcuni Consiglieri comunali: siamo un popolo che non sa più scendere in piazza nemmeno a dimostrare il proprio sdegno di fronte al mercimonio della “cosa pubblica” consumato ormai, quasi come un’abitudine, da chi invece dovrebbe esserne custode attento e oculato. La giustizia farà il suo corso, si dirà, e se si dimostreranno responsabilità (la presunzione d’innocenza è d’obbligo in questi casi) chi ha sbagliato pagherà per quello.
Ma Pinuccio col suo video sposta l’attenzione su altro, vola alto rispetto agli umani affanni. Ci riconduce per mano al concetto di bellezza e di armonia. “La bellezza salverà il mondo” scriveva Cvetan Todorov, ma così purtroppo non è stato. Abbiamo perso il dono del giudizio di merito e obnubilati dai nuovi mezzi di comunicazione abbiamo smesso di valutare il reale per concentrarci solo sul virtuale, sempre più distratti e distaccati rispetto a quanto ci accade intorno.
Non riconosciamo più il brutto dal bello, non riusciamo più a risvegliarci come cittadini e a “pretendere” che il bello prevalga sul brutto. Stiamo alla finestra sperando che “qualcuno” risolva i problemi per noi ignorando che noi invece siamo il problema. Riappropriamoci della nostra e delle nostre vite e se occorre scendere per strada per riprendercele non possiamo e non dobbiamo avere più paura di farlo, esattamente come abbiamo sempre fatto nella nostra storia prima di addormentarci con la sicurezza di una democrazia che da madre, intanto, è diventata nell’incuranza generale, piano piano, matrigna senza che ce ne accorgessimo. Questo vuole dirci questa clip.
Un Presidente del Consiglio Comunale che spara a salve sul balcone è un segnale di malcostume e malessere della politica che forse a qualcuno è sfuggito. Abbiamo nella circostanza guardato al dito mentre avremmo dovuto osservare la luna. Quel gesto era brutto, e chi lo ha fatto non puó e non deve rappresentarci aldilà di capacità amministrative e di onestà che, fino a prova contraria, nessuno qui vuol mettere in discussione. È il gesto che deve metterci in allarme. È il modo di porsi del nostro interlocutore il primo segnale che deve indirizzare le nostre scelte quando e se saremo richiamati a dare presto un nuovo governo a questa città, per non sbagliare più, o almeno provarci, con rinnovata fiducia.

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