Peccato, davvero un gran peccato

Se qualcuno ci avesse chiesto prima della partita di “mettere la firma” per un pareggio credo che ognuno di noi l’avrebbe fatto. Tutti, tranne Zeman e il suo Foggia che oggi hanno giocato per vincere e regalare un sogno alla tifoseria foggiana. Impresa che se fosse riuscita nessuno avrebbe potuto recriminare perché il Foggia ha giocato alla grande di fronte ad un Bari annichilito dalla brillantezza degli avversari. Ma quanto ha sofferto oggi la capolista? Tanto, tantissimo potremmo dire. Incapace di affrontare la gara così come l’aveva preparata – parole di Mignani – e di avere la meglio su una squadra fatta di ragazzini che arrivano dalle categorie inferiori – parole di Zeman.

In uno stadio stracolmo di gente, all’incirca 20mila i tifosi baresi accorsi per vedere il derby, tra cori, inni e fischi rivolti ai rossoneri ogni qualvolta toccavano palla, si sono affrontate due squadre che hanno dato vita ad una partita bella ed entusiasmante in cui a farla da padrone, soprattutto nel primo tempo, è stata quella del tecnico boemo. Giocate rapide, pressing asfissiante sul portatore di palla, possesso e qualità del gioco nettamente superiore agli avversari, che sono invece risultati lenti nella manovra, in particolare a centrocampo, e fin troppo fallosi pur di fermare l’avanzata degli esterni foggiani. Eppure, come spesso accade, ad andare in vantaggio è il Bari, che sfrutta forse un errore in area di Alastra. Ma raccontiamola bene: tutto accade al 41′ quando Nicoletti, fino ad allora uno dei migliori in campo, si infortuna in area da rigore nel corso di un’azione che aveva generato un corner per i Galletti. Giusto il tempo a Martino di entrare in campo e di dar modo alla difesa rossonera di assestarsi che sul calcio d’angolo Alastra esce fuori dai pali scontrandosi con Ferrante. Carambola in area e Maita di testa mette in rete, regalando il goal ai suoi forse nel momento migliore del Foggia.

Inizia il secondo tempo e il copione non cambia: Foggia proiettato in avanti e Bari che gioca sulle ripartenze. Troppo poco – lasciatecelo dire – per la squadra che dovrebbe ammazzare il campionato. E così, alla fine, a pareggiare la gara è il Foggia grazie ad un missile terra-aria lanciato da Ferrante. Mancano ancora 20 minuti ma non accade più nulla di rilevante. Mignani ci prova a fare dei cambi per dare vitalità e gambe fresche alla squadra, ma contro questo Foggia oggi serviva ben altro. Finisce con un classico 1-1 una gara che in molti, compreso chi scrive, pensavano terminasse con una vittoria dell’uno o dell’altra. Zeman può anche dire che non firma mai per un pareggio, noi ci accontentiamo di avere una squadra che ha saputo tenere sotto pressione una corazzata portando a casa un risultato comunque positivo. Oggi gli otto punti di distacco tra le due compagini non si sono proprio visti.

Peccato, davvero un gran peccato perché se solo non si fosse sbagliato l’ultimo passaggio, se solo i rossoneri avessero avuto i tempi giusti oggi sarebbe stata un’altra storia. Tempo al tempo, ci si rivede al ritorno e questa volta con il pubblico foggiano pronto ad inneggiarli.

Quanto alla pagella di Mitico diciamo che nessuno degli interpreti in campo è sceso al di sotto della sufficienza. Un po’ sottotono il Capitano, ma era “marcato” a vista. Ottima la prestazione di Girasole e da premiare lo splendido goal di Alexis Ferrante. A proposito, commovente e divertente il suo abbraccio-bacio con Mister Zeman. E poi Rocca, Garattoni…oggi si è fatto risultato al San Nicola, quindi bravi tutti. Un ringraziamento speciale va all’amico Angelo Carboni, che anche stavolta ha voluto cimentarsi con noi nella costruzione della pagella.

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