Presentata la 20° edizione di “Sottosopra”, il meeting nazionale dell’Anpis: si terrà a Vieste-Pugnochiuso dall’11 al 17 settembre.

L’Associazione Nazionale per l’Inclusione Sociale (Anpis) festeggia quest’anno 20 anni di storia di donne e uomini che promuovono la salute mentale. L’associazione si è costituita nel 2000, ma a causa della pandemia potrà festeggiare  il proprio ventennale di attività solo quest’anno e per farlo ha scelto di darsi appuntamento nello splendido scenario del Gargano.

Abbiamo chiesto al dott. Antonio Lo Conte, presidente di Anpis Puglia e organizzatore del meeting, di presentarci questa importante iniziativa nazionale e di illustraci l’attività della associazione.

L’Anpis è una realtà operante su tutto il territorio nazionale e con alcune diramazioni anche in altri Paesi europei. Anpis è nata venti anni fa grazie all’impegno di operatori e utenti dei servizi pubblici e delle cooperative sociali che operano nel settore della salute mentale, del disagio giovanile, della tossicodipendenza – ha esordito il dott. Lo Conte.

Prevenzione e Promozione della Salute sono state le parole chiave che hanno accompagnato e ispirato i progetti che Anpis ha promosso e realizzato in tutti questi anni. Anche in occasione di questa 20° edizione del nostro Meeting nazionale, approfondiremo e rifletteremo sulle tante sfaccettature della cosiddetta “politica della salute” con una particolare attenzione a quelle necessarie per confrontarsi con il disagio mentale e non solo. La politica della salute non può limitarsi a una mera valutazione economica degli investimenti fatti, seppur necessari e indispensabili per offrire i servizi necessari agli utenti e al territorio, non può essere considerata esclusivamente come l’insieme di interventi che rimandano al perimetro “tecnico” della assistenza sanitaria. Per noi di Anpis il concetto di salute ha una valenza più ampia e si lega ad una molteplicità di fattori: ad esempio all’ambiente lavorativo in cui operano personale sanitario e utenti,  agli stili di vita, al benessere psichico e fisico complessivo dei nostri pazienti, insomma occorre mettere al centro della politica della salute, non la malattia, ma l’individuo, la persona con le sue fragilità“.

Un approccio sicuramente difficile da coniugare con le normali dinamiche della pratica clinica che giornalmente vengono affrontate nei Centri medici e di Salute mentale

Indubbiamente – ha sottolineato il presidente Anpis Puglia, Antonio Lo Conte. Inoltre il moderno modello di sviluppo economico, purtroppo ha aumentato le disparità tra le persone e questo ha una innegabile, diretta, ripercussione sullo stato di benessere complessivo degli individui. In tutti questi anni la nostra azione di Prevenzione e Promozione della Salute nell’ambito della salute mentale, del disagio giovanile e delle dipendenze, si è realizzata attraverso l’ausilio delle discipline sportive, delle attività culturali, teatrali e musicali. Abbiamo proposto ai nostri “utenti” quella che ci piace definire “utopia possibile”, nella convinzione che donne e uomini in condizione di estrema fragilità, emarginati,  esclusi dai processi quotidiani ad esempio lavorativi e sociali, possano avere comunque gli stessi diritti, le libertà ed opportunità che lo status di cittadino prevede, senza alcuna forma di discriminazione e disparità, contrastando la riduzione degli ambiti di autonomia e di autodeterminazione che invece li colpisce. Di tutto questo parleremo nel corso del nostro meeting”.

Affronterete anche le problematiche aggiuntive dovute all’emergenza Covid e alle ripercussioni che ha avuto anche sulla vostra attività clinica?.

Il Covid e soprattutto le conseguenti restrizioni dei vari lockdown, hanno acuito una serie di problematiche legate alla qualità della vita delle persone di cui ci occupiamo. Parlarne all’interno di un ampio e articolato dibattito vuole essere il nostro contributo al confronto con le Istituzioni da cui possano generarsi soluzioni concrete e rapidamente attuabili per contrastare in maniera strutturata ed efficace, e non emergenziale, tutto ciò che riguarda la salute mentale delle persone”.

Un meeting che non sarà soltanto per gli addetti ai lavori, gli operatori sanitari, ma che si apre anche ai pazienti e alle loro famiglie.

E’ sempre stata una prerogativa dei convegni Anpis quella di coinvolgere non solo i cosiddetti “esperti” ma anche i nostri utenti insieme alle loro famiglie, che sono gli altri soggetti fortemente coinvolti nei percorsi “terapeutici” che andiamo a proporre e a realizzare. A questo proposito voglio sottolineare una iniziativa che si realizzerà credo per la prima volta in Italia proprio in occasione di questo nostro 20° Meeting. Il Dipartimento di Salute mentale della Neuropsichiatria Infantile e adolescenziale di Cerignola diretto dal professor Antonello Bellomo, grazie alla disponibilità della dott.ssa Borelli, responsabile del servizio, offrirà la possibilità ad alcuni bambini che afferiscono al nostro centro di essere presenti durante l’intera settimana del Convegno, accompagnati dalle loro famiglie, insieme agli operatori.  Una iniziativa che reputo bellissima, che merita di essere evidenziata anche per le difficoltà organizzative che ha comportato e che sottolinea la volontà di Anpis di coinvolgere il più possibile tutti i soggetti impegnati nei percorsi clinici di cura”.

Un Convegno che definirei “aperto” non solo ai pazienti e alle loro famiglie, ma che vi portera’ anche a svolgere attivita’ al di fuori della sede di Pugnochiuso.  

“Non ci chiuderemo nel pur bellissimo contesto del Resort di Pugnochiuso che ci ospiterà. Ad esempio a Vieste abbiamo organizzato la Passeggiata della salute, perché vogliamo veicolare il messaggio che le persone con disturbi mentali sono “persone” affette da una malattia che si può curare come tutte le altre malattie: la salute mentale non deve spaventare”.

Un approccio alla salute mentale che vede riconosciuta a tutto tondo la centralità del paziente e lo supporta all’interno del contesto familiare e sociale in cui è inserito. Un percorso che nasce da lontano da quella riforma Basaglia che gettava i primi germi di queste innovative modalità di approccio al paziente con disturbi mentali. Tanta strada fatta ma tanta ancora da fare al fianco di Anpis.

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