La mano della Lega sul Parco del Gargano, quell’inchiesta dagli inquietanti retroscena

Anche il Parco del Gargano è al centro degli interessi della Lega di Salvini, come emerge nella seconda puntata dell’inchiesta “Follow the money”, condotta da Fanpage.it in cui sono raccontati alcuni intrecci tra politica e malaffare. Al centro della ricostruzione giornalistica vi sono esponenti della Lega tra i quali Claudio Durigon, braccio destro di Salvini, attualmente Sottosegretario di Stato al Ministero dell’economia e delle finanze nel governo Draghi.

Claudio Durigon

La ricostruzione di Fanpage.it, racconta di “favori” tra diversi personaggi della politica e della imprenditoria. Oltre al già citato Claudio Durigon figurano l’imprenditore napoletano Luigi Matacena, già al centro di numerose inchieste della magistratura per appalti milionari vinti in Calabria dalla sua azienda, il consigliere regionale campano di Fdl Luciano Passariello e l’europarlamentare della Lega Massimo Casanova.

Massimo Casanova e Matteo Salvini

Il Parco del Gargano, che gestisce un bilancio annuo di svariati milioni di euro, entra in ballo per la vicenda relativa alla nomina del nuovo Direttore, avvenuta lo scorso settembre 2020. Nel video trasmesso da Fanpage.it si apprende che Matacena, presentato come persona vicina ai servizi segreti, propone a Durigon un “amico” a ricoprire l’incarico di direttore in sostituzione di Maria Villani. L’ex direttrice è rimasta in carica per pochi mesi, da maggio a settembre 2020, ed è stata subito licenziata dal Presidente del Parco Pasquale Pazienza, in quota Lega. La motivazione addotta per l’allontanamento della dott.ssa Villani era stata peraltro alquanto inusuale, infatti il Presidente aveva proceduto alla risoluzione del rapporto di lavoro per recesso della parte datoriale, a seguito del mancato superamento del periodo di prova, senza peraltro interessare della decisione il ministero. L’amico che Matacena propone di favorire è Vincenzo Totaro, originario di Monte Sant’Angelo, che ha lavorato dal 1998 all’interno del Parco ricoprendo numerose mansioni. Totaro però risulta incandidabile poichè una sentenza del Tribunale di Bari, passata in giudicato, ne ha accertato i legami con l’ex amministrazione di Monte Sant’Angelo sciolta per mafia. Matacena consiglia a Durigon di confrontarsi su questa nomina con Massimo Casanova, eurodeputato della Lega eletto nella circoscrizione elettorale Italia Meridionale, diventato famoso per essere il proprietario dello stabilimento balneare e discoteca Papeete Beach di Milano Marittima che fu il luogo dal quale Matteo Salvini avviò la crisi di Governo del Conte 1. Ovviamente Vincenzo Totaro sarà poi effettivamente nominato direttore facente funzioni dell’Ente a partire dal 7 settembre 2020 con decreto firmato dal Presidente Pazienza.

Il Presidente del Parco del Gargano Pasquale Pazienza

Ma perchè la Lega e Casanova in particolare si interesserebbero al Parco del Gargano e alla nomina di Totaro?

L’europarlamentare Massimo Casanova possiede un’enorme tenuta proprio all’interno del Parco, che si estende per circa 10 km ed è una delle mete di vacanza preferite da Salvini che vi trascorre gran parte dei suoi weekend. Ma le motivazioni non sono soltanto di tipo turistico, infatti occorre ricordare che quello del Gargano è il secondo Parco più grande d’Italia e la sua “governance” e i milioni di euro che gestisce annualmente interessano parecchio la politica nazionale e anche la Lega. Inoltre, come abbiamo avuto modo di verificare sul sito dell’Ente Panco Nazionale del Gargano, il Consiglio Direttivo e la Giunta Esecutiva, risultano scadute per decorrenza naturale dei termini in data 06/06/2020 e non sono stati ancora rinnovati (la pagina del sito puoi consultarla qui ). Presidente e Direttore, insieme al Collegio dei Revisori dei Conti, sono i soli organi che attualmente gestiscono L’Ente Parco.

L’inchiesta di Fanpage.it non si occupa solo del Parco del Gargano ma analizza i rapporti tra Durigon e Giuseppe Zafarana, Comandante Generale della Guardia di Finanza che il Sottosegretario leghista individua come la persona che potrebbe “controllare” le indagini sui famosi 49 milioni “scomparsi” dai bilanci della Lega. L’obiettivo sarebbe rimuovere dalle indagini il Generale Renzo Nisi, conosciuto per la sua rettitudine e sostituirlo con Vincenzo Tomei, un uomo vicino al partito.

I commenti all’inchiesta di Fanpage.it non non si sono fatti attendere.

Semplicemente raccapricciante.” è stato il commento di Nicola Fratoianni, Segretario di Sinistra Italiana, che sulla sua pagina facebook ha aggiunto: “Nuovi agghiaccianti sviluppi sul caso Durigon. Quello che emerge dall’inchiesta di Fanpage.it è un apparato di potere profondamente corrotto e diffuso“. In un Paese normale “la metà di tutto ciò scatenerebbe dimissioni a raffica e indagini su indagini – continua Fratoianni – Eppure non è così. E sì, Claudio Durigon è ancora Sottosegretario al Ministero di Economia e Finanza con il governo dei migliori“.

Altrettanto duro il commento di Alessandro Di Battista. L’ex deputato pentastellato ha invitato a guardare “… la seconda puntata dell’inchiesta di Fanpage.it su Durigon, sottosegretario all’economia nel governo dei migliori. Prendete un maalox prima. – ha commentato ironicamente e poi, ancora “…. È ignobile che un soggetto come questo sia al governo del Paese.”

Dal Papeete al Parco del Gargano, le estati della Lega non sono mai di relax.

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1 commento

  1. Infatti nel parco del Gargano vengono tollerati gli abusi edilizi, i tagli di pezzi di bosco, gli scarichi abusivi di materiali inerti, la trasformazione dei trabucchi in ristoranti, fitta camere ecc.

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