Beppe Signori, la sua vita diventa un film documentario: a novembre in Tv

L’importante è che tutti sappiano. Sembra questo il messaggio propulsore che abbia spinto l’ex bomber rossonero Beppe Signori, alla creazione del suo personalissimo film documentario.

Un racconto profondo, con l’obiettivo di mostrare qualcosa in più dei suoi gol e della sua grandissima carriera. Un modo per mettere in luce uno dei periodi più difficili della sua vita: quello legato alla vicenda del calcioscommese.

Il progetto è già in fase di lavorazione, come testimoniato dallo stesso attaccante, sulle pagine social. La produzione è della bolognese Genoma Film di Paolo Rossi Pisu e la regia del 51enne Pier Paolo Paganelli. Il documentario sarà incentrato principalmente sugli ultimi anni vissuti da Signori. Le vicende giudiziarie, la lotta per la verità, ma anche il suo rapporto speciale con l’avvocato Patrizia Brandi. Insomma, un percorso alternativo per conoscere l’altro lato del volto del bomber rossonero: quello umano. “ Le riprese— sottolinea il Corriere della Sera — dovrebbero  finire entro l’estate, poi il lavoro in studio fino a ottobre e a novembre dovrebbe esserci la messa in onda su Sky.”

Allora non resta altro da fare che aspettare, il capitolo conclusivo di una storia lunga dieci anni. Il cui primo finale (quello giudiziario) è arrivato a febbraio 2021. Quando il Tribunale di Piacenza ha assolto Signori con formula piena, dalle accuse riguardanti la partita tra Piacenza e Padova. Una soddisfazione che si è ripetuta poco dopo, con l’assoluzione del Tribunale di Modena, anche per le partite incriminate del 2011. Un successo schiacciante e che Signori ha commentato così: “ Non mi reputo un presuntuoso, ma una persona che voleva la verità.” Il ché lo ha portato a rifiutare anche la prescrizione del caso. Una possibilità che non ha neanche sfiorato la mente di Signori, per un motivo ben chiaro: “ Ho rinunciato alla prescrizione per arrivare fino in fondo. Perché avrebbe comunque lasciato un’ombra di dubbio e questa assoluzione è la cosa più importante.” Insomma una testimonianza d’immagini, in attesa di un’altra battaglia: la riabilitazione sportiva.

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