Gocce di memoria

Il racconto di Tonino Paradiso

Mi chiamo Tonino Paradiso (ma a Mitico Channel mi conoscono come Tonino da Ivrea), sono nato ad Apricena 65 anni fa, tifoso del Foggia da quando avevo 14 anni. Erano i tempi della serie A. Quando la domenica giocava il Foggia, considerata la ristrettezza economica di quei tempi, mi presentavo agli ingressi dello Zaccheria con la speranza che qualche buon uomo mi permettesse di entrare con sé grazie alla complicità degli addetti agli ingressi nei settori. 

Fino a quando un mio compare magnanimo mi regalò un abbonamento di curva del campionato di serie A 1973/1974: mi sembrò di toccare il cielo con un dito; mi persi solo una partita che era quella col Torino finita in parità e che fu trasmessa in televisione per mia buona fortuna.

Feci la mia prima trasferta durante il campionato successivo in serie B a Verona al Bentegodi; la partita finì 1-1 e provai delle emozioni indescrivibili.

Dal 1975 vivo ad Ivrea patria dell’Olivetti e quando si vive lontano dalla propria terra, le apprensioni, le attese, le emozioni per la propria squadra di calcio si quadruplicano e la speranza è sempre quella di ricevere notizie positive.  In tutti questi anni ho vissuto tante gioie ma, ahimé, anche tante delusioni.

A tal proposito voglio raccontarvi di un Foggia-Modena del campionato 1990/91 vinto poi dal Foggia e promosso in serie A proprio in questa partita. Ho dei ricordi particolari a cominciare dall’entusiasmo che dominava tra tutti i tifosi del Foggia poiché si respirava già aria di “Zemanlandia”: iniziava a trasparire lungo tutto lo stivale d’Italia per il gioco spumeggiante che la squadra del Foggia offriva in tutte le partite e lo posso testimoniare soprattutto in trasferta. Mi ricordo che a Modena si avvicinarono persone provenienti da Ferrara per venire a vedere il calcio “champagne” del Foggia che faceva divertire e riconciliare la gente. Ma tornando al ricordo della partita col Modena, giocata il 3 febbraio del ‘91, per me aveva un significato particolare perchè in quel Modena giocava un certo Daniele Marsan, difensore dell’Ivrea ed amico di famiglia,  il quale due anni prima si era reso protagonista della vittoria del campionato di serie C con il Foggia allenato da Caramanno.  Marsan avrebbe dovuto marcare Beppe Signori, altro grande amico di famiglia.

Il giorno prima della partita, mi trovavo a casa di Signori insieme ad un amico e ad Antonio Manicone (in quell’anno centrocampista del Foggia ed ex compagno di squadra di Marsan ai tempi del Palermo). 

In occasione del ritiro del Modena decidemmo di andare a salutare Marsan in un hotel alla periferia di Foggia e dopo aver riflettuto persuademmo lo stesso Signori a non venire con noi onde evitare una situazione di imbarazzo nel metterlo di fronte al suo marcatore.

Giunti all’hotel dove soggiornava il Modena, Marsan ci accolse con tanto affetto e felicità, ci offrì da bere e ci soffermammo a parlare della partita che si sarebbe dovuta giocare all’indomani. Conoscendo la sua caparbietà e durezza di difensore arcigno nei confronti degli attaccanti, lo pregai di essere leale e non usare un gioco violento nei duelli con Signori. E con un sorriso riuscii a strappare questa promessa sotto gli occhi indiscreti di alcuni giocatori e il loro allenatore che era Renzo Ulivieri il quale, a dire il vero, non ci guardò proprio di buon occhio vista la presenza di Manicone.

Facemmo ritorno da Signori assicurandogli che Marsan gli avrebbe riservato un duello leale e cosí fu.

Prima della partita Signori fece fare la mascotte a mio figlio Matteo che aveva 8 anni. L’emozione che provai in tutta la partita fu veramente immensa soprattutto nel vedere duellare i miei due amici con spirito sportivo e che alla fine della partita uscirono pure abbracciati. Quella partita finì con la vittoria del Foggia di 1-0 raggiunta all’80’ dopo le tante parate del loro portiere Antonioli il quale parò anche un calcio di rigore al nostro Baiano.

Potrei raccontare tanti altri episodi con questi due giocatori ma voglio condividerne in particolare altri due.

Uno è quello con Marsan la sera dopo la vittoria di Trapani col Palermo il  5 giugno del 1989. Ci recammo a casa sua con un amico per festeggiare la vittoria del campionato con tanto di torta rossonera; alla fine della serata, rimasi bloccato nell’ascensore col mio amico e Marsan con altri inquilini del palazzo riuscirono a tirarci fuori.

Un altro episodio con Signori successe nel campionato 1991/92 serie A. Dopo la partita disputata allo stadio Olimpico di Roma (e persa purtroppo dal Foggia 5 a 2) io e mio figlio Matteo andammo a mangiare una pizza coi genitori di Signori. Successivamente lo attendemmo nella stazione Termini e viaggiammo nello stesso scompartimento del treno diretto a Milano: lui sarebbe sceso a Parma, previo accordo con la società, per una visita specialistica. 

Durante la notte del viaggio ci fu un gran trambusto in quanto ci fu un tentativo di furto nello scompartimento a fianco fortunatamente bloccato dalla vittima. Noi ci trovammo coinvolti nel corridoio del treno a far sì che il ladro non scappasse e trascorremmo la nottata vigilando su quel malintenzionato fino alla fermata di Bologna, dove lo consegnammo alla Polfer. Alla fine finì tutto in una bella risata.

di Tonino Paradiso


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