25 Aprile: La Liberazione del Sud

La domenica è giornata dedicata al pallone, e come sempre gli inviati di Mitico Channel seguiranno e commenteranno la partita del nostro Foggia, ma oggi è il 25 Aprile e consentitemi qualche riflessione che esula dai campi di calcio.

E’ stato il governo provvisorio, guidato da Alcide De Gasperi, a stabilire per decreto nel 1946 che il 25 aprile di ogni anno si sarebbe ricordata la liberazione d’Italia dal governo fascista e dall’occupazione nazista del Paese. E’ bene ribadire il significato di questa Festa nazionale, da alcuni politici ritenuta “divisiva” ed infatti nei giorni scorsi Ignazio La Russa, Sylos Labini. Frassinetti, Rauti e Santanchè  hanno avanzato la proposta di trasformare il 25 Aprile nella giornata per ricordare le vittime del Coronavirus e i caduti di tutte le guerre. Proposta che è rimasta tale e che si va a sommare a tutte le altre che nel corso degli anni si sono avute per cancellare o trasformare il significato di questa giornata, mentre ”… Fare memoria della Resistenza, della lotta di Liberazione, di quelle pagine decisive della nostra storia, dei coraggiosi che vi ebbero parte, resistendo all’oppressione, rischiando per la libertà di tutti, significa ribadire i valori di libertà, giustizia e coesione sociale, che ne furono alla base” come ha ribadito il Presidente Mattarella nel suo discorso dello scorso anno.

Questo 25 Aprile assume un ulteriore significato perché oggi alle ore 12,00 si svolgerà a Napoli, in Piazza Plebiscito, una manifestazione che vedrà presenti oltre 500 Sindaci dei Comuni del Sud che hanno aderito alla rete “Recovery Sud”. Sarà l’occasione per esprimere “il disagio degli amministratori per le modalità poco chiare e non abbastanza condivise con le quali  si rischia di determinare l’assegnazione delle risorse del Recovery Plan”, come ha spiegato Davide Carlucci sindaco di Acquaviva delle Fonti. Hanno aderito alla rete molti sindaci della nostra Capitanata (i sindaci di Lucera, Troia, Ortanova, Monte S’Antangelo, Sannicandro Garganico solo per citarne alcuni ma l’elenco è davvero lungo), la Provincia di Foggia con l’adesione del suo Presidente Nicola Gatta e del vicepresidente Rosario Cusmai. Nel corposo elenco non figura il Sindaco del capoluogo Franco Landella. 

Raggiunto al telefono, Landella ha confermato di non aver aderito all’iniziativa “non si può criticare il Governo prima ancora di sapere come saranno ripartiti questi finanziamenti” ha dichiarato, e ancora ”se si vuole manifestare contro l’attuale esecutivo lo si dovrebbe fare sulle mancate riaperture delle attività economiche, non sul Recovery Found, di cui non sappiamo nulla. Mi sembra che si voglia mettere il carro davanti ai buoi. Abbiamo lavorato insieme alla Conferenza Stato-Regioni e ai Ministri per approntare alcuni progetti per il nostro territorio, vedremo se saranno tra quelli finanziati” ha ribadito Landella.

Qual è in buona sostanza il motivo che spinge i Sindaci del Sud a scendere in Piazza? La ripartizione dei soldi, tanti soldi, che arriveranno da Bruxelles grazie al programma di rilancio delle economie colpite dal Covid-19 denominato NextGenerationEU (in Italia Recovery Found). 

Per la ripartizione dei fondi tra i singoli Paesi, Bruxelles ha utilizzato tre indicatori, il Pil pro-capite (inverso), il tasso di disoccupazione medio degli ultimi cinque anni e la popolazione residente, individuando come destinatarie dei finanziamenti quelle aree del Continente che hanno maggiormente sofferto in termini economici in questi ultimi anni e ancor di più per la pandemia. In questo modo proprio Roma, insieme a Madrid, sarà la maggiore beneficiaria del fondo.

Anche l’Italia si è data i criteri con i quali richiedere ed utilizzare questi fondi. Lo scorso 12 ottobre 2020 la V Commissione (Bilancio, Tesoro e Programmazione) ha approvato e presentato alla Presidenza del Consiglio una relazione sulla “Individuazione delle priorità nell’utilizzo del Recovery Found” (vedi atti parlamentari documento XVI n. 4 del 12 ottobre 2020). Un documento corposo e dettagliato (136 pagine) in cui sono individuati gli ambiti di intervento previsti per i progetti da far rientrare nel PNRR:  “… Le missioni sono sei e riguardano i seguenti argomenti: 1) Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo; 2) Rivoluzione verde e transizione ecologica; 3) Infrastrutture per la mobilità; 4) Istruzione, formazione, ricerca e cultura 5) Equità sociale, di genere e territoriale; 6) Salute” (paragrafo 4.1 pagina 10). 

Particolarmente interessante è l’intero paragrafo 5 (pagina 13 e successive) che fornisce le “Indicazioni di carattere generale e metodologiche ai fini dell’elaborazione del PNRR”.  

A Pagina 20 si legge” …appare necessario applicare, con eventuali aggiustamenti, il criterio di riparto tra i Paesi previsto per le sovvenzioni dal Dispositivo di ripresa e resilienza (popolazione, PIL pro capite e tasso di disoccupazione) anche all’interno del Paese (tra le regioni e le macro-aree), in modo da sostenere le aree economicamente svantaggiate” – Sud e aree interne, si precisa nel documento – …Anzi, considerato il più alto moltiplicatore che caratterizza la spesa di investimento effettuata al Sud – di cui peraltro beneficerebbe l’intero territorio nazionale – e la necessità di superare il divario soprattutto infrastrutturale esistente tra il Centro-Nord e il Mezzogiorno, è auspicabile che le risorse del PNRR siano destinate al Mezzogiorno in misura anche maggiore alla clausola del 34% (clausola introdotto nel 2017 dal Governo Gentiloni che impone che il 34% della spesa pubblica, a priori, sia destinata al Sud, ndr) …. Le risorse che affluiranno al Sud attraverso il PNRR vanno a sommarsi agli ordinari finanziamenti europei per la crescita e la convergenza nell’ambito del QFP (Quadro Finanziario Pluriennale) 2021-2027, nonché alla quota di cofinanziamento nazionale. Si tratta di una massa critica di risorse senza precedenti, la cui entità supera, in percentuale sul PIL nazionale, quella dell’intervento straordinario per il Mezzogiorno, il che rende evidente il fatto che siamo di fronte a un’occasione storica, probabilmente unica e irripetibile, per consentire al Mezzogiorno di colmare il divario rispetto alle zone più sviluppate del Paese”.

Parole chiare, criteri inequivocabilmente definiti e condivisi dalle forze di maggioranza e opposizione che compongono la Commissione. Sulla base dei tre criteri indicati, le risorse dovrebbero essere allocate al 70% circa al Sud e isole e al 30% al Nord. Invece la ministra per il Sud Mara Carfagna, nei giorni scorsi ha sbandierato come un successo personale essere riuscita ad ottenere per il Sud finanziamenti che dovrebbero arrivare (forse) al 40% del totale, in pratica si distribuiscono le risorse solo sulla base del criterio della numerosità della popolazione (quella del Sud è il 38% del totale) ignorando gli altri due, il Pil pro-capite (inverso) e il tasso di disoccupazione medio degli ultimi cinque anni. 

Non si tratta di una levata di scudi di poco conto e non è la volontà o il capriccio di una parte che vuole più soldi a scapito dell’altra.

E’ una visione strategica del futuro del nostro Paese la cui ripresa economica non può che partire dal Sud.

Gian Maria Fara presidente di Eurispes in occasione della presentazione del Rapporto 2020, ha dichiarato “… il Prodotto interno lordo del Nord Italia dipende molto poco dalle esportazioni all’estero e per grossissima parte invece dalla vendita dei prodotti al Sudogni ulteriore impoverimento/indebolimento del Sud si ripercuote sull’economia del Nord, il quale vendendo di meno al Sud, guadagna di meno, fa arretrare la propria produzione, danneggiando e mandando in crisi così la sua stessa economia” e sono tanti gli studi economici svolti in questi anni che ribadiscono e amplificano questi concetti (vedi rapporto Svimez 2020).

Lo ha capito benissimo anche la UE  e la Germania che ne tira le fila e che necessita della ripartenza dell’Italia per poter a sua volta consolidare la propria ripresa economica. Gli unici che sembrano non capire sono i nostri politici e il “Governo dei migliori” che sembra orientato a presentare a Bruxelles un Recovery Plan di tutt’altro tenore. 

Buon 25 Aprile a tutti e al Sud in particolare e ora godiamoci la domenica pallonara.

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