Marchionni e quel Foggia che dà pensieri..

Che Foggia troveremo il 14 aprile contro il Palermo?

È una domanda difficile, alla quale è altrettanto complicato trovare una risposta. I pensieri in casa rossonera sono tanti e la Pasqua vissuta da Marco Marchionni non è stata certamente delle migliori. Nel turno di campionato appena conclusosi, le dirette concorrenti dei satanelli, non hanno offerto sorprese. L’ennesima dimostrazione che ha confermato quanto di buono fatto in questa stagione. Ma l’allenatore rossonero non può e non deve farsi trascinare dagli eventi che accadono, non è nel suo stile e lo ha dimostrato ripetutamente in diverse occasioni. Pragmatismo, lucidità di giudizio e capacità nel saper gestire il gruppo in ogni fase del campionato. Un allenatore tutto di un pezzo, ma che ora si trova ad affrontare l’ennesima sfida di questa stagione. Stavolta però l’avversario è diverso e ancor più insidioso. Il Covid-19, come abbiamo ormai imparato, detta inesorabilmente i tempi della nostra vita e naturalmente anche quelli del calcio. I quali in casa Foggia, sono tutt’altro che brevi e facili da affrontare. Le tre settimane di stop imposte dalla pandemia ( fino alla gara contro il Palermo), rappresentano uno snodo centrale, per il futuro prossimo dei rossoneri e per il loro percorso di crescita generale.

Un periodo lunghissimo, nel quale Marchionni continuerà a combattere con dubbi e possibili soluzioni ai diversi problemi che si potrebbero presentare. In tal senso, il primo da analizzare, potrebbe riguardare l’aspetto fisico. In uno sport come il calcio, l’intensità e la continuità di prestazione determinano l’andamento di una squadra e tre settimane di stop non aiutano di certo. Soprattutto se dovessimo analizzare le caratteristiche fondanti di questa squadra: intensità, grinta, sacrificio e determinazione. Un insieme di peculiarità, che hanno bisogno di un sostentamento fisico significativo. Le settimane appena passate, hanno evidenziato le difficoltà di un allenamento frazionato e per forza di cose parziale. Il campo resta una parte fondamentale e gli impedimenti del virus modificano di molto la definizione di un percorso di preparazione. Una variabile non di poco conto, che pone l’attenzione su un altro problema diffuso, in questo periodo complicato: il fattore psicologico.

Quest’ultimo, molto probabilmente, rappresenta la preoccupazione maggiore per l’allenatore rossonero. Le realtà sportive attaccate dal virus in questi lunghi mesi, hanno mostrato pesanti effetti psicologici e non tutte sono riuscite a riprendersi completamente. Conseguenze che non devono per forza riguardare ogni squadra, ma sicuramente sono da tenere in considerazione, anche in casa rossonera. 

I ragazzi di Marchionni, hanno dimostrato più volte di avere la giusta forza per reagire agli eventi, non solo in termini di vittorie, ma soprattutto dal punto di vista dell’atteggiamento.

Un aspetto che tuttavia, non rinfranca pienamente l’allenatore di Monterotondo. Anche perché, nel corso del campionato, questo elemento si è dimostrato un’arma a doppio taglio. Specialmente nel raggiungimento di quella continuità, tanto cercata durante la stagione. Un altro problema che Marchionni, dovrà cercare di risolvere nel minor tempo possibile. Soprattutto in virtù di un tour de force significativo: dal 14 aprile al 2 maggio, i rossoneri giocheranno ben cinque gare. Un periodo brevissimo, nel quale la continuità, sarà l’unica arma contro una pressione inevitabile, dettata da un finale di stagione al cardiopalma. Insomma le preoccupazioni sono diverse, ma non per questo insormontabili. Marchionni come sempre, crede nei suoi ragazzi e questa forse è l’unica vera certezza in un momento molto delicato.

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