Pasqua 2021 in rosso per il turismo pugliese: un buco di oltre 3,5 miliardi di euro.

Nell’ultimo giorno di marzo, dopo le implacabili polemiche legate alla autorizzazione per i cittadini italiani di viaggiare all’estero per turismo (sebbene con opportuno tampone e quarantena di 5 giorni), arriva il grido d’aiuto di Federalberghi che lamenta lo stato di crisi in cui versa il settore del turismo e la contraddizione ad applicare il divieto agli spostamenti esclusivamente tra i confini regionali italiani.

Non comprendiamo come sia possibile autorizzare i viaggi all’estero e invece impedire quelli in Italia”, è il commento del Presidente di Federalberghi Bernabò Bocca che si fa portavoce anche delle istanze degli albergatori pugliesi e si chiede come mai non si sia deciso di aprire i confini anche per gli spostamenti regionali alle persone con tampone negativo e con gli stessi sistemi di controllo adottati verso chi è in partenza per l’estero.

Se è vero che le persone vaccinate o con tampone negativo sono a basso rischio di contagio” – afferma il numero uno di Federalberghi – “la stessa logica dovrebbe essere adottata anche per i viaggi in Italia, così come la possibilità di frequentare terme, impianti di risalita, riunioni, congressi e manifestazioni fieristiche”.

Così la federazione degli albergatori italiani e pugliesi che chiedono provvedimenti per liberare le persone munite di certificazione attestante l’avvenuta vaccinazione o il risultato negativo di un test.

A rendere la polemica più aspra è l’ordinanza regionale che ha varato la zona rossa rafforzata con regole, veti e divieti ben più penalizzanti di quelli messi nero su bianco dal governo centrale.

Una beffa per gli operatori del turismo pugliese che speravano nelle festività pasquali per riavviare, anche se parzialmente, le loro attività. Una situazione resa ancora più difficile dalle scarse risorse stanziate per il turismo. “I sostegni stanziati per il turismo non sono assolutamente sufficienti”, spiegano in una nota gli operatori del settore, “occorre fare di più per aiutare le imprese ad uscire dal disastro creato dalla pandemia”.

Le categorie del settore al collasso.

 Un grido d’allarme a cui si uniscono anche i ristoratori di Puglia, confluiti da qualche giorno in una associazione. Gli associati spiegano che sono stanchi della scarsa considerazione delle istituzioni, chiedono più sostegno ed una inversione di rotta per restituire dignità ad un settore che, da sempre in sinergia col turismo, rappresenta il fiore all’occhiello della tanto decantata bellezza pugliese.

Il settore è ormai sull’orlo del collasso”, tuonano, “e l’ultimo decreto sostegni non è altro che l’ennesima inadeguata forma di ristoro, non sufficiente, nemmeno in minima parte, a riparare il danno che tutti noi abbiamo subito in questo anno di chiusure e restrizioni.”.  Una protesta condivisa dai ristoratori di capitanata che martedì scorso si sono raccolti in corso Garibaldi per far sentire la loro voce alle istituzioni. “Ogni giorno siamo costretti a presenziare in attività ma senza fatturare, i ristori sono insufficienti tardano ad arrivare, dalla Regione neanche un soldo, una condizione inaccettabile che  ci costringerà a licenziare tantissimi dei nostri dipendenti, dandoci l’ingrato compito di lasciare intere famiglie senza alcun tipo di sostentamento, non è giusto che nulla sia stato disposto in tal senso dai Comuni e dalla Regione, nonostante la evidente possibilità di alleggerire il carico fiscale sul nostro comparto, anche attraverso misure straordinarie e contingenti”.

 Con il lockdown e l’azzeramento delle gite fuori porta di Pasqua e Pasquetta per i ristoratori e per l’intero comparto turistico sarà una Pasqua nera, un momento che non conosce precedenti.

Un dato confermato nelle ultime ore anche da Coldiretti Puglia: un buco di oltre 3,5 miliardi ed un crollo del 61% già dal 2020.

Si punterà tutto sulla prossima estate e sull’arrivo del passaporto vaccinale dove, forse, si potrà salvare almeno il turismo straniero.

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