Fumagalli, le Termopili e la Pintus

Cosa ci faccia uno come Ermanno Fumagalli ancora in Serie C è uno dei misteri irrisolti del calcio italiano. L’attuale posizione in classifica del Foggia è in gran parte merito suo e non solo per la strepitosa prestazione di ieri sera.
Ma il portierone rossonero, il Leonida delle nostre Termopili, non può fare sempre tutto da solo. Sarebbe il caso di garantire a lui, a Marchionni, alla squadra e a noi tifosi qualche valido rinforzo per mantenere la zona playoff anche nel girone di ritorno.
Il mercato è ora e le banalità del tipo “pensiamo prima a salvarci” sono buone per i pavidi che non hanno il coraggio di vedere ciò che dovrebbe essere evidente a tutti: solo la Ternana ha un passo oggettivamente diverso dalle altre squadre e noi siamo nel gruppo di testa del girone C.
C’è, però, da chiudere il cerchio della cessione della società per tastare subito il polso alla nuova compagine e metterla in condizione di operare sul mercato. Felleca e Pelusi sono d’accordo e disponibili alla cessione; la Pintus sembra voler concedere l’ennesima replica di un copione già noto.
Senza ledere i legittimi interessi della proprietà attuale in tutte le proprie componenti, penso che la vicenda sia diventata stucchevole. Nessuno può essere obbligato a vendere, certo, ma sarebbe auspicabile che un eventuale rifiuto sia accompagnato anche da un adeguato apporto di capitali per finanziare operazioni di calciomercato prima della scadenza.

Perché non può bastare solo Fumagalli a fare risultato.
Se qualcuno se lo fosse dimenticato, Leonida e i 300 spartani combatterono sì eroicamente, ma da soli – alla fine – persero la partita.

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